
Critical Raw Materials Act per l'alluminio: nuove opportunità per le fonderie europee
Le materie prime critiche sono al centro delle politiche industriali europee. A Roma, a Palazzo Piacentini, Confindustria e i Ministeri delle Imprese e del Made in Italy e dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica hanno illustrato alle imprese italiane le opportunità offerte dal Critical Raw Materials Act (CRMA), il regolamento UE che mira a garantire approvvigionamenti sicuri e sostenibili di materiali strategici.
Il contesto è quello di una crescente competizione globale sulle risorse: l'Unione europea importa oggi oltre il 90% di alcune materie prime fondamentali per la transizione verde e digitale e, in molti casi, dipende da un numero molto ristretto di Paesi fornitori. Per questo Bruxelles ha individuato oltre trenta materie prime critiche, essenziali per il loro peso economico, e tra queste una lista ristretta di 17 materie prime “strategiche” per l'elevato rischio di approvvigionamento in settori strategici come la difesa e l'aerospaziale.
L'alluminio come materiale strategico per la sicurezza delle materie prime nell'industria meccanica
In questo quadro assume un ruolo sempre più centrale l'alluminio. Pur non essendo una "materia prima emergente" in senso stretto, il metallo leggero è oggi riconosciuto come materiale strategico per l'industria europea e rientra nel perimetro delle materie prime critiche per l'intera filiera: dalla bauxite all'allumina, dal metallo primario a quello secondario, fino ai semilavorati, ai prodotti e agli impieghi finali in ogni settore.
L'alluminio è un materiale chiave per automotive e mobilità elettrica, costruzioni, packaging, reti elettriche, aerospazio e meccanica, settori che rappresentano una quota rilevante del PIL industriale europeo. In condizioni di criticità, i numeri spiegano chiaramente il motivo: l'Unione Europea consuma infatti circa 15 milioni di tonnellate di alluminio all'anno, ma produce internamente meno del 10% del fabbisogno di metallo primario.
La dipendenza dall'estero per la materia prima è quindi strutturale, e costituisce certamente un nodo da affrontare seriamente. Il metallo leggero e le sue leghe rappresentano uno dei pilastri della decarbonizzazione industriale: il suo utilizzo consente di ridurre il peso dei veicoli, migliorare l'efficienza energetica degli edifici e sviluppare infrastrutture elettriche e rinnovabili, in particolare basandosi su tipologie di metallo grezzo green ormai di ampia adozione da parte di molti dei principali produttori mondiali.
Questa centralità dell'alluminio determina l'importanza della sicurezza delle materie prime per l'industria meccanica europea, settore fortemente dipendente dalla disponibilità costante e competitiva del metallo leggero.
L'alluminio da riciclo: un vantaggio competitivo europeo
Un aspetto significativamente positivo per l'Europa – e in particolare per l'Italia – è rappresentato dall'alluminio secondario. La produzione di materia prima secondaria dal rottame consente un risparmio energetico superiore al 90% rispetto al primario e una drastica riduzione delle emissioni di CO2. Oggi oltre il 40% dell'alluminio consumato in Europa proviene da riciclo, con tassi che in alcuni comparti, come l'imballaggio, superano il 70%.
L'Italia è tra i Paesi leader nel riciclo, grazie a una filiera diffusa di piccole e medie imprese attive nella raccolta, selezione, fusione e trasformazione del metallo.
Le opportunità del regolamento CRMA per le fonderie
È proprio su questo punto che il Critical Raw Materials Act per l'alluminio apre una finestra strategica. La nuova call europea, aperta fino al 15 gennaio 2026, consente di candidare "progetti strategici" lungo l'intera catena del valore: estrazione, raffinazione, trasformazione, riciclo avanzato e sostituzione dei materiali critici.
I progetti riconosciuti come prioritari potranno beneficiare di vantaggi significativi:
- Procedure autorizzative accelerate;
- Maggiore coordinamento tra Stati membri;
- Accesso facilitato ai finanziamenti europei.
«L'attuale contesto geopolitico richiede all'Europa di sviluppare nuove capacità di estrazione, produzione di grezzo primario e riciclo dai diversi tipi di rottami in particolare per le materie prime critiche», ha sottolineato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. «Siamo in campo per supportare le imprese affinché presentino, in questo secondo bando, progetti significativi nel nostro Paese».
Nel caso dell'alluminio, guardando all'Europa e al problema strutturale dei costi energetici, questo significa da una parte mettere in agenda – per una soluzione che purtroppo non potrà essere immediata – il tema dei costi energetici, per poi affrontare con qualche possibilità di successo la realizzazione di nuovi smelter di primario.
In ogni caso, per guardare al concreto che richiede soluzioni immediate, è indispensabile puntare su quanto realisticamente fattibile in tempi brevi:
- Incentivare in ogni forma e immediatamente gli investimenti in impianti di riciclo ad alta efficienza;
- Incentivare lo sviluppo di tecnologie di selezione rottami e di rifusione più avanzate, nel massimo utilizzo di energia rinnovabile;
- Promuovere la ricerca metallurgica di leghe innovative.
Le opportunità del regolamento CRMA per le fonderie si traducono quindi in possibilità concrete di accesso a finanziamenti e procedure semplificate per progetti di innovazione e sviluppo della filiera del riciclo.
Le materie prime critiche, e l'alluminio in particolare, non rappresentano dunque solo una questione di sicurezza degli approvvigionamenti, ma potranno costituire una leva industriale decisiva per rafforzare la competitività del sistema produttivo europeo, e italiano, nella transizione verde e digitale.
Fonte: A&L Aluminium Alloys Pressure Diecasting Foundry Techniques
