
Come calcolare l'impronta carbonica nella pressofusione: il nuovo tool di Assofond per le fonderie di alluminio
In un contesto normativo europeo segnato dal Green Deal, Assofond prosegue il suo impegno nel supportare le imprese verso la transizione ecologica. Dopo il successo ottenuto con il tool dedicato ai getti di ghisa, l'Associazione ha lanciato un nuovo strumento dedicato alle fonderie di alluminio.
Questo percorso, avviato da Assofond nel 2017 con la partecipazione al progetto LIFE EFFIGE, fornisce oggi alle aziende i mezzi necessari per affrontare le sfide della rendicontazione ambientale. Il tool di Assofond per le fonderie di alluminio rappresenta infatti un tassello utile per monitorare e comunicare la propria impronta ambientale con dati verificabili e scientificamente fondati.
Ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica
Lo strumento è frutto di una collaborazione tra Assofond, la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e Tecno S.r.l. Lo sviluppo è stato finanziato dall'Unione europea tramite il PNRR, nell'ambito dei progetti GRINS e BRIEF.
Fondamentale è stato il contributo di circa quindici fonderie associate che, fornendo dati e spunti tecnici durante la fase di test, hanno permesso di affinare il sistema sulle necessità delle imprese. Grazie a questa sinergia, lo strumento consente oggi alle aziende di effettuare una prima contabilità ambientale in autonomia, rispondendo alla domanda su come calcolare l'impronta carbonica nella pressofusione in modo strutturato e affidabile.
Funzionamento e metodologia scientifica
Il tool è una piattaforma web strutturata in sette moduli che seguono le diverse fasi del ciclo produttivo: fusione, formatura, colata, distaffatura, finitura, controlli e trattamenti termici.
Il sistema analizza i flussi di input, come energia e materiali, e di output, come rifiuti ed emissioni, convertendoli in impatti ambientali secondo la metodologia PEF (Product Environmental Footprint) della Commissione Europea. Questa metodologia scientificamente riconosciuta permette di quantificare con precisione l'impronta ambientale dei getti di alluminio lungo l'intero processo produttivo.
Un aspetto di rilievo è la flessibilità del modulo dedicato alla fase della fusione, che può essere duplicato per gestire singolarmente le diverse leghe lavorate, permettendo così un'analisi dettagliata e differenziata in base alle specifiche composizioni metalliche.
Risultati del calcolo e loro utilizzo
Al termine della compilazione, il tool genera risultati in formato tabellare e grafico. Questi output sono scaricabili in un report di sintesi, uno strumento prezioso per:
- Rispondere tempestivamente alle richieste dei clienti e della supply chain;
- Supportare la redazione del Bilancio di Sostenibilità con dati verificabili;
- Dialogare con gli stakeholder istituzionali e finanziari mostrando un approccio scientifico alla sostenibilità.
La capacità di calcolare in modo accurato l'impronta ambientale dei getti di alluminio rappresenta oggi un requisito sempre più richiesto dai committenti, in particolare nel settore automotive e aerospace, dove le aziende sono chiamate a rendicontare le emissioni lungo l'intera catena di fornitura.
Fonte: In Fonderia – Il magazine dell’industria fusoria italiana
